Genova sta preparando la sua candidatura per ospitare una delle grandi infrastrutture europee per l’intelligenza artificiale, le cosiddette AI Gigafactory. Il protocollo, intitolato Genova Capitale dell’High Performance Computing & l’IA Factory, ha raccolto oltre cinquemila adesioni tra enti, università, imprese, associazioni e realtà del mondo sociale, culturale e sportivo. Un numero che mostra quanto il tema sia considerato strategico dal territorio.
Uno dei punti di forza è la disponibilità di due supercomputer tra i più potenti in Italia, il Davinci-1 di Leonardo, ospitato alla Torre Fiumara, e il Franklin dell’Istituto Italiano di Tecnologia, custodito da Liguria Digitale, che ne ha di recente aumentato notevolmente la capacità di calcolo. A marzo 2025, le due macchine erano già state alla base di un primo protocollo sul supercalcolo, sottoscritto da Regione Liguria, Comune di Genova, Università degli studi di Genova, centri di ricerca e grandi imprese del territorio.
Attorno ai due supercomputer si è sviluppata un’intera filiera che può spingere Genova verso un ruolo importante come hub europeo dell’intelligenza artificiale. La robotica e l’intelligenza artificiale trovano in città alcuni dei principali laboratori europei, tanto che il Comune ha attivato un tavolo permanente dedicato alla robotica umanoide, considerata una delle eccellenze cittadine su cui investire nei prossimi anni. Sul versante sanitario, la stessa capacità di calcolo è impiegata in progetti come Reg4IA, che applica l’intelligenza artificiale alla gestione delle liste d’attesa e coinvolge realtà come l’Istituto Giannina Gaslini e il Policlinico San Martino.
Anche il settore della sicurezza informatica si è sviluppato grazie alla crescente centralità digitale della città. A giugno Liguria Digitale ha inaugurato agli Erzelli un nuovo Security Operation Center, quasi raddoppiato nelle postazioni operative e dotato di un’ampia parete di schermi per il monitoraggio continuo. La struttura sorveglia ogni giorno decine di migliaia di postazioni e migliaia di siti della pubblica amministrazione ligure, gestisce milioni di eventi potenzialmente pericolosi ogni settimana e ospita, insieme alla Polizia Postale, un laboratorio dedicato alla prevenzione degli attacchi informatici.
La città rappresenta inoltre uno dei principali approdi dei cavi sottomarini che trasportano i dati, un’infrastruttura che la collega direttamente con l’altra sponda del Mediterraneo e con le rotte digitali globali. “Genova è ormai uno degli hub principali dei cavi sottomarini per il trasporto dei dati”, ha ricordato il Presidente della Regione Marco Bucci.
Il quadro europeo, nel frattempo, si è definito con la recente apertura del bando della Commissione Europea per selezionare fino a sette AI Gigafactory continentali, mettendo sul piatto 10 miliardi di euro di fondi pubblici a cui si dovrebbero aggiungere risorse private. I singoli Paesi dovranno presentare le candidature entro il 12 novembre 2026, con una selezione che si dovrebbe concludere nei primi mesi del 2027. Questa nuova iniziativa non va confusa con le AI Factory, programma europeo già attivo da anni che finanzia l’uso dei supercomputer nazionali per l’intelligenza artificiale. Nonostante il protocollo genovese mantenga questo riferimento nel nome, in questa fase il lavoro è concentrato sulle AI Gigafactory, impianti di nuova generazione al centro del bando appena aperto dalla Commissione, per cui stanno preparando le proprie candidature anche Pavia, Taranto/Grottaglie e Bologna.
Grazie all’insieme di questi elementi, Genova può presentarsi come una candidata seria su un tema tanto competitivo, al di là dei singoli progetti e delle singole aziende. “Vogliamo far sì che il futuro dei nostri giovani possa passare anche attraverso l’intelligenza artificiale“, ha concluso il Presidente Bucci.