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Robotica

Il team Mini iBot, sette studenti tra i 13 e i 16 anni, rappresenta Genova ai mondiali di robotica

Dalla palestra del Calasanzio di Cornigliano all’India, il team genovese ha conquistato la qualificazione alla World Robot Olympiad con “Omero”, un progetto sviluppato con il sostegno di Cnr e Fondazione David Chiossone e pensato per rendere l’arte più accessibile alle persone con disabilità visiva.

I Mini iBot, squadra composta da sette studenti genovesi tra i 13 e i 16 anni, dopo la selezione nazionale di Brescia hanno ottenuto il pass per la World Robot Olympiad in programma a settembre in India. Il gruppo si allena da due anni negli spazi del Calasanzio di Cornigliano, con appuntamenti il venerdì e il sabato durante l’anno scolastico, sotto la guida della coach Fausta D’Acunzo.

La squadra ligure gareggerà in due categorie, RoboMission e Future Innovators. Nella prima dovrà misurarsi con prove di programmazione e autonomia su missioni previste dal regolamento della competizione; nella seconda presenterà Omero, il prototipo ideato per consentire alle persone con disabilità visiva di creare nuove espressioni artistiche.

Il progetto ha un forte radicamento a Genova. Il prototipo ha ottenuto il sostegno del Cnr e della Fondazione David Chiossone e verrà testato a settembre all’Istituto dei ciechi di Genova, realtà cittadina di riferimento per la riabilitazione visiva. Il lavoro dei ragazzi si inserisce in un contesto locale in cui ricerca e inclusione hanno già trovato altre forme di collaborazione, anche nell’ambito dell’accessibilità culturale e delle tecnologie per la disabilità.

2Omero si basa sull’idea di trasformare il contatto della mano in un’esperienza creativa, permettendo di tracciare linee e forme in rilievo e di convertire i colori in suoni secondo i principi della sinestesia. Il nome richiama la tradizione legata al poeta greco ritenuto cieco e rafforza l’impianto inclusivo del progetto, pensato per essere usato sia da persone cieche o ipovedenti sia da utenti vedenti.

Per i Mini iBot la trasferta in India è il punto più alto di un percorso già avviato da tempo. La squadra ha alle spalle anche un’esperienza internazionale agli europei di Lubiana e ha costruito il progetto in pochi mesi, partendo dal tema annuale della competizione e arrivando alla presentazione che ha aperto le porte della finale mondiale. La partecipazione comporta però anche uno sforzo economico rilevante, perché il gruppo si autofinanzia quasi completamente e ha avviato una raccolta fondi per coprire i costi della trasferta e del lavoro sul prototipo.

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