Il Policlinico San Martino di Genova, uno dei principali ospedali italiani con oltre 50 edifici su 40 ettari e 1.600 posti letto, ha ultimato l’intervento di miglioramento sismico su due strutture chiave: il Monoblocco e il Padiglione Specialità. Queste ospitano reparti chirurgici, diagnostici ed emergenze, inclusi percorsi neurochirurgici e stroke unit, e fungono da polo di riferimento per il Nord-Ovest. L’operazione, finanziata dal PNRR, ha puntato a elevare i livelli di prevenzione del rischio in zona sismica 3, migliorando l’indice di sicurezza di entrambi gli edifici, senza mai sospendere le attività cliniche.
La sfida principale è consistita nel lavorare su complessi ospedalieri densamente impiantati e funzionalmente critici, costruiti in epoche diverse, mantenendo la piena operatività.
Il Monoblocco, costruito nel 1979 e alto 15 piani con circa 855 metri quadrati per piano, è uno degli edifici principali del San Martino. Su questa struttura sono stati installati 50 dispositivi ISAAC Electro-Pro 20x insieme ad alcuni rinforzi mirati sulle travi della facciata, del balcone e del solaio superiore.
Il Padiglione Specialità, datato 1937 e con sei piani da circa 830 metri quadrati ciascuno, ha ricevuto 24 dispositivi ISAAC più rinforzi localizzati su quattro travi e due pilastri. I lavori si sono limitati al tetto e ad aree ristrette, senza bisogno di evacuare reparti o interrompere le attività. Per verificare tutto, sono stati usati sensori e modelli in miniatura per misurare le vere oscillazioni degli edifici e confrontarle con i calcoli, confermando che le soluzioni funzionano.
La tecnologia Active Mass Damper (AMD), classificata secondo la norma ISO 3010:2017, rappresenta un’innovazione nel retrofit sismico. Sensori accelerometrici rilevano accelerazioni oltre soglia, attivando in meno di un secondo masse mobili controllate elettronicamente con algoritmi avanzati. Queste generano forze opposte in tempo reale ai movimenti sismici, con tempi di reazione nei millisecondi, riducendo le oscillazioni fino al 50% e gli effetti strutturali complessivi. Diversamente dagli adeguamenti tradizionali, che richiedono modifiche diffuse e sgomberi, l’AMD agisce principalmente in sommità, minimizzando invasività, tempi e costi indiretti, ideale per contesti ospedalieri.
ISAAC, startup milanese nata nel 2019 da un progetto di ricerca del Politecnico di Milano avviato nel 2016 e formalizzato nel 2018 all’interno di PoliHub, ha sviluppato queste soluzioni per proteggere edifici esistenti senza interventi strutturali pesanti. Fondata da Alberto Bussini, ingegnere meccanico, insieme ad altri ricercatori, l’azienda ha completato oltre 140 studi di fattibilità e installato 15 sistemi in Italia. Il progetto al San Martino, del valore di 5 milioni di euro per ISAAC, si inserisce in una crescita che ha portato il fatturato da 500.000 euro nel 2023 a 9 milioni nel 2025, con sguardi a mercati internazionali come ospedali, infrastrutture e data center.
Michela Tognetti, dell’Unità Regionale PNRR Liguria, ha dichiarato: “La necessità era individuare una metodologia di intervento che garantisse l’adeguamento o il miglioramento sismico con il minor impatto possibile sull’attività sanitaria. ISAAC è risultata l’unica realtà, a seguito di un’indagine di mercato europea, in grado di offrire una tecnologia che rispondesse a queste esigenze”.
L’ingegnere Bruno Boldrin, progettista e direttore lavori, ha aggiunto: “Attraverso sensori e dispositivi ISAAC in scala ridotta, sono state rilevate le frequenze di oscillazione reali dei padiglioni, confermando la validità delle soluzioni progettuali. Questo approccio ci ha dato grande fiducia nell’efficacia dell’intervento. Gli Active Mass Dampers di ISAAC ribaltano l’approccio tradizionale. Invece di irrigidire la struttura, riduciamo gli effetti del terremoto. Per un ospedale, con una densità impiantistica elevatissima e reparti che non possono essere evacuati, questa soluzione rappresenta un vantaggio decisivo in termini di tempi, costi e continuità del servizio”.
Alberto Bussini, amministratore delegato di ISAAC, ha concluso: “L’intervento all’Ospedale San Martino rappresenta per ISAAC molto più di un progetto tecnico. È l’emblema di una cultura preventiva che dovrebbe essere centrale in ambito sanitario: investire oggi nella sicurezza delle strutture significa tutelare il benessere di operatori e pazienti e garantire, anche in situazioni di emergenza, la continuità di un servizio essenziale per la collettività”.
In un’Italia ad alta sismicità con patrimonio sanitario spesso pre-normativo, il caso genovese offre un modello scalabile per progettisti e stazioni appaltanti, enfatizzando l’evoluzione verso controlli attivi sofisticati