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Circular economy

CiD, tre anni di design circolare all’Università di Genova per trasformare gli scarti in nuovi materiali

Il progetto europeo chiude tre anni di lavoro al Dipartimento Architettura e Design dell’Ateneo, tra premi internazionali, collaborazioni con imprese liguri e un primo percorso verso il brevetto.

Uno scarto della lavorazione delle olive o un guscio di mitilo, materiali che di norma finiscono tra i rifiuti, possono diventare la base di nuovi prodotti per il design, l’edilizia e l’agricoltura. È quanto hanno sperimentato studentesse e studenti del Dipartimento Architettura e Design (DAD) dell’Università di Genova, dove il lavoro d’aula si è trasformato in prototipi, materiali sostenibili e prime ipotesi d’impresa radicate nel territorio ligure.

Il contesto è quello del progetto europeo CiD, Innovation Alliance Circular Design, finanziato dal programma Erasmus+ e dedicato al legame tra progettazione, economia circolare e trasformazione delle città verso la neutralità climatica, in linea con gli obiettivi del New European Bauhaus. Coordinata dalla Leibniz University Hannover, l’alleanza riunisce università, centri di ricerca, imprese e incubatori di più Paesi, tra cui l’Institute for Advanced Architecture of Catalonia (IAAC) di Barcellona e la Ellen MacArthur Foundation. Per l’Università di Genova il lavoro si è concentrato nel DAD e, in particolare, nel Corso di Laurea Magistrale in Design del Prodotto e dell’Evento, dove CiD è entrato nella didattica attraverso il CiD Product and Service Design Course.

Il metodo scelto ha unito challenge-based learning e project-based learning, con due sfide progettuali legate direttamente alla Liguria. La prima è partita dagli arredi dismessi messi a disposizione dalla Città Metropolitana di Genova, smontati e ripensati fino a diventare nuovi prodotti. La seconda ha esplorato i biomateriali ricavati da risorse e sottoprodotti locali, in particolare del settore agroalimentare, con il coinvolgimento di imprese e stakeholder del territorio.

Da questo percorso sono nati i due progetti più riconosciuti. SEMINA, firmato da Fabio Testa e Marjeta Thani, nasce dalla filiera olivicola utilizzando sansa e noccioli, i suoi scarti principali, per creare materiali bio-based utilizzabili nell’edilizia, nel design e in agricoltura. BIOM, ideato da Ginevra Mignano e Veronica Bracco, lavora invece sui gusci dei mitili che combinati con l’alginato ricavato dalle alghe, danno vita a un materiale biodegradabile per allestimenti temporanei, il cui sviluppo prosegue oggi con l’azienda ligure Calchèra San Giorgio.

Alcuni team sono stati selezionati per il CiD Accelerator Programme, il percorso di sviluppo d’impresa ospitato a Tallinn, in Estonia, chiuso con un pitch finale che ha premiato i gruppi dell’Ateneo.

Giorgia Tucci, ricercatrice in pianificazione e design del DAD, ha commentato: “L’obiettivo era far uscire il design dalle aule universitarie e portarlo dentro processi reali di innovazione. Gli studenti hanno avuto la possibilità di misurarsi con problemi concreti, sviluppando soluzioni capaci di dialogare con il mondo produttivo. I progetti SEMINA e UNIT hanno rappresentato l’Ateneo genovese in un contesto internazionale altamente competitivo. Successivamente SEMINA e BIOM hanno continuato il loro percorso attraverso il Circular Contest UniGe, con l’obiettivo di valorizzare i risultati della ricerca e favorire il trasferimento tecnologico“.

Nel maggio 2025 il DAD ha ospitato a Genova la conferenza internazionale Circular Design in Action, con ricercatori, designer e istituzioni da più Paesi, mentre durante la GenovaBeDesignWeek il Luzzati Lab ha accolto la mostra Designers in Action con poster e progetti di design circolare. Un anno dopo, all’interno del Circular City Forum organizzato dal Comune di Genova dal 17 al 22 aprile 2026, l’Ateneo ha promosso il Circular Contest UniGe. I progetti sono stati protagonisti del Circular MOG Day al MOG Mercato Orientale, in collaborazione con il Gruppo Timossi, e davanti a una giuria di esperte ed esperti SEMINA ha ottenuto il Circular MOG Award, avviando un percorso orientato al trasferimento tecnologico e allo sviluppo brevettuale.

Attorno alle idee si è costruita anche una rete, grazie all’Osservatorio Locale di Genova, pensato come luogo stabile di dialogo fra atenei, aziende, istituzioni e professionisti, mentre percorsi di formazione dedicati hanno coinvolto professionisti e imprese sui materiali bio-based e sulla progettazione sostenibile.

Il finanziamento europeo si chiude nel 2026, ma i risultati resteranno accessibili. Giorgia Tucci ha concluso: “Anche se il finanziamento europeo termina, l’eredità di CiD continuerà attraverso una piattaforma online con corsi, strumenti e materiali didattici aperti alla comunità internazionale. L’obiettivo è mantenere viva una rete di competenze impegnata nella costruzione di città più sostenibili e climate-neutral“.

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