Genova si prepara a riscrivere le regole della distribuzione urbana delle merci. Nel cuore del Porto Antico ha preso il via Eco Delivery Genua Waterfront, un progetto di ricerca avanzato che punta a trasformare radicalmente il concetto di ultimo miglio, quel tratto finale della consegna che spesso rappresenta la sfida più complessa per la logistica cittadina. L’iniziativa, cofinanziata dalla Regione Liguria nell’ambito dei fondi europei FESR 2021-2027, vede come capofila Consorzio Global e la collaborazione con ETT S.p.A. del gruppo Deda, CIELI dell’Università di Genova, Porto Antico di Genova Spa, Logistica La Lanterna e BMC Consulting.
Antonio Novellino, responsabile Smart City di ETT S.p.A., spiega la portata dell’intervento: “Quando parliamo di ultimo miglio ci riferiamo all’ultimo tratto della consegna di un pacco ordinato online. In alcuni casi non è nemmeno un chilometro, ma pochi metri, ed è proprio lì che si concentrano le maggiori complessità”. Il progetto ha analizzato e integrato diverse tecnologie, ciascuna pensata per una fase specifica della consegna, partendo dall’ottimizzazione dei flussi attraverso nuovi algoritmi di pianificazione fino ad arrivare a soluzioni di consegna a basso impatto ambientale.
Tra le soluzioni già operative figurano i mezzi elettrici leggeri, in particolare le biciclette dedicate all’ultimo miglio, ma la visione del progetto guarda ben oltre il presente. “Abbiamo studiato soluzioni di consegna totalmente automatizzate“, racconta Novellino, “come piccoli robot in grado di muoversi all’interno degli edifici e portare i pacchi direttamente sulla scrivania delle persone”. La flessibilità rappresenta uno dei cardini dell’iniziativa, poiché le caratteristiche del Porto Antico, con i suoi edifici moderni, ascensori e spazi accessibili, rendono l’automazione più agevole rispetto ad altre zone della città.
“A Genova consegnare al Porto Antico è molto diverso rispetto al centro storico. Cambiano gli spazi, l’accessibilità, la struttura degli edifici”, sottolinea Novellino. Proprio per questo motivo il team sta studiando anche l’integrazione dei droni aerei, che potrebbero in futuro raggiungere direttamente l’abitazione dell’utente, sebbene al momento la normativa non consenta il loro utilizzo nelle aree studiate. “Oggi la normativa non consente l’uso nelle aree studiate”, precisa l’ingegnere, “ma questi progetti servono proprio a porre le basi per soluzioni che oggi sembrano futuristiche, ma domani potrebbero diventare realtà”.
Secondo Novellino l’intelligenza artificiale emerge come tecnologia imprescindibile per replicare questo modello in altre città perché permette di ottimizzare i flussi, pianificare le consegne, ridurre tempi e aumentare l’efficienza complessiva del servizio. Ai veicoli a bassissimo impatto ambientale, elettrici o meccanici come le biciclette, si affianca quindi una piattaforma tecnologica trasversale che coordina tutte le operazioni.
La fase di test nell’area del Porto Antico ha già prodotto risultati significativi, con miglioramento dei tempi di consegna in un’area complessa, dove i mezzi tradizionali hanno vari vincoli di orari e logistici. Il modello prevede hub dedicati da cui smistare le consegne verso uffici e attività commerciali, con un livello di soddisfazione degli utenti finali molto alto, poiché ricevono i pacchi direttamente in ufficio nei tempi richiesti, nonostante le difficoltà logistiche.
Eco Delivery guarda anche ai residenti e ai frequentatori dell’area attraverso soluzioni come locker e punti di stoccaggio utili per chi non può essere a casa. L’auspicio è che l’esperienza del Porto Antico possa essere estesa ad altre zone della città che potrebbero adottare questo modello di logistica smart e sostenibile.
L’investimento complessivo ammonta a 220.000 euro, finanziati attraverso oneri di urbanizzazione e avanzi vincolati, a testimonianza dell’impegno dell’amministrazione regionale e locale verso soluzioni innovative per la mobilità delle merci che riducano inquinamento, traffico e impatto acustico nelle aree di maggiore pregio storico e turistico.