Sarà il capoluogo ligure a ospitare il primo coordinamento nazionale dedicato al rapporto tra Intelligenza Artificiale e difesa civica. L’iniziativa, che prenderà forma operativa tra marzo e aprile prossimi, pone Genova al centro di una sfida cruciale per il futuro delle istituzioni: governare l’impatto delle nuove tecnologie sui diritti dei cittadini, assicurando che l’efficienza digitale non comprometta le garanzie di equità e trasparenza.
La notizia è emersa nel corso della Giornata della Trasparenza, ospitata dal Consiglio Regionale della Regione Liguria, un appuntamento che quest’anno ha focalizzato il dibattito proprio sulle frontiere dell’innovazione amministrativa. È stato il presidente dell’assemblea legislativa, Stefano Balleari, a delineare il perimetro di questa nuova fase, sottolineando come l’evoluzione tecnologica imponga un aggiornamento dei paradigmi di controllo. Secondo Balleari, infatti, la trasparenza oggi è chiamata a confrontarsi anche con le nuove tecnologie e con l’uso dell’Intelligenza artificiale. Nel suo intervento ha ribadito un principio cardine che guiderà i lavori del nascente organismo: l’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione deve essere uno strumento di supporto, ma la decisione resta sempre in capo alla persona, che ne mantiene la piena responsabilità. Le potenzialità sono evidenti ma, allo stesso tempo, questa evoluzione richiede attenzione e responsabilità, anche sul piano etico.
Il progetto ha ricevuto l’immediato avallo di Marino Fardelli, coordinatore nazionale dei difensori civici, che ha confermato la tabella di marcia istituzionale. Il coordinamento si riunirà a marzo o aprile in stretto collegamento con la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative, ha spiegato Fardelli, evidenziando l’intento di strutturare un percorso condiviso che coinvolga le diverse realtà regionali in una strategia comune.
Il dibattito si è intrecciato inevitabilmente con il quadro normativo recente, in particolare con la Legge 132 del 23 settembre 2025, il primo provvedimento organico in Italia volto a regolare il settore. Su questo fronte è intervenuto il difensore civico ligure Francesco Cozzi, che ha posto l’accento sulla necessità di un monitoraggio tecnico costante per evitare zone d’ombra nell’azione amministrativa automatizzata. Per Cozzi occorre un organismo di studio per una applicazione corretta dell’AI, che deve essere un aiuto per indicare priorità e per incrociare banche dati in tutti i settori, dalla sanità all’urbanistica ai mercati. Il nodo critico, ha avvertito, resta la criticità legata alla trasparenza degli algoritmi, delle decisioni e degli atti che produce.
Durante i lavori, che hanno visto la partecipazione di rappresentanti degli ordini professionali e avvocati, è emersa la consapevolezza dei limiti attuali della tecnologia. Gli esperti hanno chiarito che l’Intelligenza Artificiale, allo stato attuale, opera attraverso processi di classificazione e comparazione dati, senza possedere una capacità autonoma di discernimento tra vero e falso. Questo limite tecnico rafforza l’urgenza di un presidio umano qualificato, ruolo che il nuovo coordinamento nazionale intende tutelare e promuovere fin dal suo insediamento primaverile.